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venerdì, maggio 29, 2015

#FISTF #Major 2015 #Bologna - 30 e 31 maggio - #CIERREBI #CLUB - #playsubbuteo #passioneverdepanno

Domani 30 e domenica 31 maggio il T.S.C. BlackRose 1998 Roma sarà presente alla edizione 2015 del torneo più bello al mondo di Subbuteo - Calcio da Tavolo che in questa edizione vedrà ancora una volta al via un numero record di partecipanti.
48 Team ed oltre 200 giocatori provenienti da molti paesi dell'unione europea tra cui  Austria, Belgio, Malta, Grecia, Spagna Olanda, Inghilterra, Scozia, Gibilterra
Il nostro sodalizio presenta ai nastri di partenza ben 2 formazioni e 9 atleti che parteciperanno nelle varie categorie.
Aggiornamenti in tempo reali sui risultati, foto e notizie flash sui nostri social network vi daranno informazioni sull'evento subbuteistico dell'anno insieme al Mondiale di San Benedetto del Tronto che si svolgerà a Settembre.

#followus  #allezlesblack  #readyforthemajor











domenica, dicembre 14, 2014

XXXVII Torneo di Natale 2014 a MILANO - Foto e Video

Grazie a Luca Rajna che ha immortalato questi fantastici momenti attraverso le foto ed al TG3 Lombardia ed a Corriere.tv con i video.
Posto qua i link dei siti web e un paio di foto fatte da Luca per farvi gustare alcune anteprime.
Buona visione a tutti.











giovedì, luglio 10, 2014

Comunicato Ufficiale: Trisha e Thomas Baumeler sono Black Rose!


L’Associazione Sportiva Dilettantistica T.S.C. Black Rose ’98 Roma è lieta di annunciare che Trisha Baumeler (1997) e Thomas Baumeler (1966) giocheranno a partire dalla stagione 2014/2015, con la maglia della Rosa Nera.

Trisha e Thomas approdano nel T.S.C. Black Rose ’98 Roma, il club più titolato della Capitale, dopo aver giocato, la scorsa stagione, nel S.C. Anfield Hoppers Zurich.


Foto di poco tempo fa, torneo circuito WASPA

Si tratta di un evento storico per la nostra associazione che, a 16 anni dalla fondazione, si avvale per la prima volta delle prestazioni di giocatori provenienti da oltre frontiera; lo stesso dicasi, a parti invertite, per Trisha e Thomas Baumeler fino ad ora impegnati sempre con formazioni elvetiche ed alla prima loro esperienza all’estero.

Foto di un po' più di tempo fa... 

Trisha e Thomas sono, per il T.S.C. Black Rose ’98 Roma, le persone giuste per infrangere questa nostra consuetudine e dare seguito al programma associativo di lungo periodo stabilito nel luglio 2012 quando, ripartendo da zero, abbiamo intrapreso un percorso di crescita volutamente “non convenzionale”.

Insieme opereremo per garantirci un futuro sportivo, il più lungo possibile, ricco di soddisfazioni personali e di squadra. Avremo inoltre la possibilità di dare ulteriore forza a tutte le iniziative extra sportive del T.S.C. Black Rose ’98 Roma, in parte già messe in atto, necessarie al raggiungimento degli obiettivi associativi non più solo a livello nazionale ma anche in ambito internazionale.

Il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i tesserati del T.S.C. Black Rose ’98 Roma danno il loro caloroso benvenuto a Trisha e Thomas.



A.S.D. T.S.C. Black Rose ’98 Roma

Victoria Concordia Crescit

Allez Les Black!

lunedì, luglio 07, 2014

Gran Premio d'Italia FISTF 2014 a Roma!

Presenti solo la domenica al torneo individuale anche per scelta societaria, i nostri condottieri sono i giovani Alessio, Valerio, Tania e Gianluca e tra i grandi il solo Andrea Capelli dopo il forfait di Francesco Portera.

Tania gioca nel U19 per mancanza di altre ragazze iscritte; è dura e lei lo sa ma affronta i suoi avversari a testa alta, 2 partite con Lazzari ed Antonio De Francesco (figlio di cotanto padre Stefano), segna anche 2 goal ma esce al girone.
Stessa sorte per il più piccolo della pattuglia, Gianluca che affronta Noè Scheen il belga n°1 del World Rankin U12 perdendo ma con onore e Giudice G., vince la sua prima partita al torneo di consolazione rafforzando molto la sua autostima.
Valerio inserito nella U15 perde la prima con Lazzari R. e la seconda con Nichtenbeger per poi trovare la vittoria con Maresca.
Torneo meraviglioso invece quello di Alessio che parte male con Leo Giudice bloccato dalla molta esperienza e tattica del grossetano, batte alla grande Di Francesco e Maresca, batte Lazzari T. per 2 a 1 che lo aveva battuto ai Campionati Italiani di SBT, poi compie il capolavoro in semifinale con Noè Scheen n°1 al mondo per 1 a 0, per arrivare alla finale con Leonardo Giudice già affrontato in girone.
Partita tattica che finisce 1 a 0 nel primo tempo per il grossetano ma con Alessio sempre dentro il gioco; nel secondo tempo Alessio cerca di trovare un goal e lo trova ma la sagacia tattica di Leo è ancora più forte della grande classe cristallina der TIGNA tanto da chiudere il match per 3 a 1.
Ci siamo per un grande successo che siamo sicuri arriverà a breve per Alessio. Intanto Forza Azzurri e Forza Italia ai mondiali e soprattutto forza Alessio.
Per gli Open, l'indiano Capelli vince la prima con l'ex compagno del Brasilia Di Pierro e la seconda con il coriaceo Silveri, batte ai 32 esimi il greco Kordatos al Sudden Death ma al turno successivo incontra Carmine Napolitano in grande forma (arriverà in semifinale contro Bolognino) perdendo di misura per 3 a 2 conscio di aver fatto un ottimo torneo.

Per tutto il resto E' NOIA come diceva il grande CALIFFO, mentre noi ci godiamo le foto di tutti i nostri protagonisti in questa calda ed afosa domenica ROMANA.





















sabato, maggio 31, 2014

Black&Bologna - Risultati

PRIMO TURNO

OPEN 07

ASD Papata Group Ponticino 1 (6) vs 3 (13) TSC Black Rose 98 Roma 

1) NERI Alessandro 2 vs 0 FRASCARELLI Giovanni
2) VERGONI Roberto 3 vs 7 STRAZZA Andrea
3) LANZI Paolo 1 vs 2 GARA Severino
4) NICCHI Vittorio 0 vs 4 GUIDI Enrico

SECONDO TURNO

OPEN 07

TiBburones FM 3 (16) vs 0 (3) TSC Black Rose 98 Roma 

1) CASIN Antonio 6 vs 0 FRASCARELLI Giovanni
2) GONZALEZ David 5 vs 1 STRAZZA Andrea
3) COLL Ferran 1 vs 1 GUIDI Enrico
4) MONTANO Antonio 4 vs 1 CAPELLI Andrea

BARRAGES

OPEN BARRAGES

BOLOGNA TIGERS SUBBUTEO 3 (6) vs 0 (0) TSC Black Rose 98 Roma

1) PATRUNO Gerardo 3 vs 0 GARA Severino
2) DI VINCENZO Andrea 0 vs 0 CAPELLI Andrea
3) TORANO Francesco 1 vs 0 STRAZZA Andrea
4) BENITA Raul 2 vs 0 GUIDI Enrico


martedì, gennaio 21, 2014

Un post sulla FISTF (copio da Subbuteoforum)


Alla vostra lettura e per i vostri commenti.

In un commento postato sul forum internazionale (http://tablefootball.friendhood.net/t552-on-professionalism#7577) ho ricapitolato le mie impressioni sul periodo trascorso in FISTF. Per quanto si tratti di un serio sforzo di riflessione e non di due scemenze da bar dello sport, ho pensato di riprodurre il post modificato sui forum italiani.


Sulla trasformazione in sport



La mia breve permanenza in FISTF mi è servita a capire che il progetto di rendere più serio il cdt è una comica: perché non ci sono i mezzi, ma soprattutto perché non è quel che vogliono gli appassionati.

Il cdt è sempre stato vissuto come giochino. La gente non vuole uno sport, vuole svago: i tornei per passare qualche giornata senza mogli fra le palle, il ranking per insaporirli dal punto di vista competitivo e il forum per cazzeggiare fra amici. In più l’età media cresce, con essa cresce il conservatorismo e arrivano i figli. Gran parte dei giocatori non ha il tempo non dico per partecipare, ma solo per entusiasmarsi a un progetto di crescita. Mancano le forze vive – i ventenni freschi di testa e con tanto tempo libero – su cui innervare il cambiamento.

Alla trasformazione in sport probabilmente non ha creduto nemmeno chi l’ha proposta. E’ stato uno strumento di potere e conseguentemente di soldi, nella migliore tradizione delle dirigenze di cui tirava le fila. Non è un caso che sia uscita fuori contemporaneamente al discorso FISTF: se si fosse riusciti ad attirare sponsorizzazioni significative e gestirne il flusso a livello europeo il cdt sarebbe potuto diventare un business apprezzabile. Alla fine la politica del cdt non è diversa da quella vera: una ghenga che dietro grandi proclami fa i propri comodi e un gregge che glielo consente per ignoranza e tranquillosità.

Su subbuteoforum.it, giustamente soprannominato bar dello sport, l’idea della trasformazione in sport ha avuto successo perché consente ai giocatori-tifosi di far andare il becco, darsi importanza e creare spirito di gruppo. Di fatto l’ultima cosa che gli avventori del barrino cercano è un serio progetto di cambiamento che gli sconvolga l’hobby e li metta davanti a scelte impegnative. Non appena si prova a passare dalle parole ai fatti perdono interesse o ti si rivoltano contro. Quando prima dell’estate la FISTF ha proposto la riforma degli statuti, dell’handbook, della casistica e del regolamento, nessuno dei primi tre punti è stato minimamente affrontato. Qualche post è apparso sulle modifiche regolamentari, con 2 utenti che si sono presi la briga di scrivere un trafiletto per ciascuna modifica. Gli altri hanno sparacchiato qualche opinione qua e là. Dove sono le commissioni di studio, i gruppi di sperimentazione, le relazioni di fattibilità, i pareri tecnici degli esperti? Deserto totale.

All’estero le cose vanno come in Italia ma senza bisogno di tirarsela: quando ero in FISTF ho chiesto a quasi un migliaio di giocatori (allertando tutti i club belgi e tedeschi) di inviarmi le misure delle loro porte per uno studio preliminare all’introduzione di un’apposita dima. Gli costava 5 minuti. Ho ricevuto due risposte.

In realtà la strada per tentare la trasformazione in sport ci sarebbe, ma richiederebbe disciplina e sacrifici (che appunto costituiscono la differenza fra sport e gioco): quadruplicare le tasse, assumere managers specializzati e rimettersi a loro per elaborare una strategia di inserimento nel circuito mediatico. Tale strategia si porterebbe appresso una rivoluzione istituzionale, agonistica e regolamentare a partire dall’introduzione di un (breve) limite temporale al possesso palla. Ma quanti ammogliati sarebbero disposti a finanziare il progetto, a rivoluzionare il proprio stile di gioco, ad arbitrare con il cronometro in mano? Quanti ‘dirigenti’ sarebbero disposti a dedicarvi le ingenti risorse di tempo e impegno che si renderebbero necessarie?


Sulla FISTF



Quando gli avventori del bar dello sport vanno a fare i dirigenti vien fuori il pauroso dilettantismo (per non dire la clamorosa cialtroneria) che regna tanto in FISTF quanto nelle federazioni nazionali: direttori e commissioni che scompaiono il giorno dopo l’elezione o lavorano due ore al mese, posti vacanti per anni, grandi progetti che rimangono nel limbo a tempo indeterminato e poi svaniscono nel nulla (stile riconoscimento CONI e formazione dei vivai), assenza di comunicazione istituzionale.

Per gestire un direttorato in maniera non dico professionale ma appena seria bisogna farne un lavoro part-time (dedicarci 20+ ore frontali a settimana). Nei ritaglini lasciati da lavoro, famiglia, figli, palestra, televisione e tornei (ai quali nessuno si sogna di rinunziare per concentrarsi sulle mansioni dirigenziali) si gestisce la routine, ma non si possono stilare relazioni preliminari, gestire programmi articolati, procedere a revisioni organiche della materia. Già ogni sforzo di coordinamento diventa un dramma (che è il motivo per cui spesso finisce per esserci uno solo che fa tutto, stile Coppenolle o Pizzolato).

Ora si pensi che in luogo di 6 persone (presidente, segretario e direttori) che lavorano 20-25 ore a settimana normalmente in FISTF ce ne sono 2-3 che ci dedicano 6-8 ore settimanali, e si avrà un’idea del funzionamento dell’istituzione. Gli altri directors sono ombre evanescenti che non hanno tempo di leggere (non parliamo di analizzare, discutere e coordinare) i tuoi papers. Già ti guardano stralunati quando si rendono conto che scrivi prospetti e relazioni invece di comunicare con un post o due paroline. Ogni volta che incroci le competenze di qualcun altro scoppia l’affanno di contattarlo e ottenere una risposta sensata, che nell’80% dei casi è “non ho tempo” seguito da “fai tu” (o peggio “ti richiamo io” che equivale a bloccare tutto per mesi o anni).

Alla fine capisci che un lavoro di qualità semiprofessionale nuoce all’istituzione che (come tutto questo ambiente di cartapesta) è in grado di gestire soltanto programmi rudimentali, e spesso nemmen quelli (riesce appena a gestire ranking e tornei).

Questo stato di cose si riflette nei tentativi di riforma degli ultimi anni. Si pensi alla riforma del portiere De Francesco, molto professionalmente imbastita sul forum senza sperimentazioni preliminari, research papers o studi di fattibilità, ma anche senza indicare quali sarebbero state le dimensioni esatte del nuovo portiere o la qualità e la durezza della plastica con cui si pensava di fabbricarlo (elemento fondamentale per evitare continue rotture contro le porte di metallo). O si pensi alla riforma Drazinakis, coi cambiamenti regolamentari rimaneggiati la settimana prima di metterla online, sperimentazione zero, comitati tecnici zero, trasferimento di una parte della casistica nel regolamento senza segnalare quali casi venivano trasferiti e quali no (col che sarebbe diventato impossibile consultarla) e dulcis in fundo la richiesta al congresso di rendere immediatamente operative 50 (!!) modifiche al regolamento (senza nemmen pensare che le federazioni nazionali avrebbero avuto bisogno di mesi per tradurle).

Non c’è sagra di paese che non sia gestita in maniera più dignitosa. E te credo, in sagra se fa bottega, questo è un giochino fra amici.


Sui padreterni a punta di dito



I padreterni a punta di dito che pontificano sulla trasformazione in sport e si spiegano a vicenda quanto sono bravi e che disgrazia è per il movimento che non siano più loro a dirigerlo, non si discostano da questo livello. Sono più intelligenti dell’avventore medio (ci vuol poco), ma oltre a non avere tempo per fare qualcosa di serio, hanno una forma mentis mille miglia lontana dalla ‘professionalità’ di cui si riempiono la bocca. E fanno bene, perché un approccio serio sarebbe osteggiato dalla base non appena se ne toccassero con mano le conseguenze.

Dalle ossessioni di Horta a Drazinakis che mi sbatte fuori sapendo che il mio lavoro è cinque volte il suo, a De Francesco pronto a distruggere qualsiasi cosa non rientri sotto il suo controllo lasciandosi alle spalle una scia di macerie (dai rapporti coll’old in poi), a Capponi che dopo tutte le aspettative suscitate si dimette per la terza volta in due anni per una spinterella senza convocare le elezioni, il cdt rimane il luogo dove ci si diverte, si bisticcia e ci si permettono comportamenti che sul lavoro e in famiglia non sono consentiti.

E nella logica del divertimento un po’ infantile ci sta anche un bel sogno a occhi aperti, a cui tanti hanno finto di credere e da cui qualcuno sperava (tanto per cambiare) di batter cassa.

Le persone un pochino più serie si sono estraniate da questa commedia. Pensano a divertirsi finché dura ovvero si sono ritagliate una nicchia dove costruire qualcosa di proprio: la WASPA, l’Extreme work, il circuito lombardo, un sito su cui elaborare un nuovo regolamento. Il giochino è rimasto in mano ai Drazinakis e agli anatroccoli. E marcia verso i suoi ultimi 10-15 anni di esistenza tanto povero di serietà e di futuro quanto ricco di sogni e divertimento. Come cioè lo vuole (o arriva a concepirlo) il 98% dei suoi cultori.


Su Lorenzo Papini



Sulla qualità del mio lavoro giudicherà chi ha letto i miei papers.

Io mi sono gettato nell’avventura del board Horta in maniera avventata, ho dato fiducia a gente che non sapeva nemmeno cosa volesse dire e mi sono illuso che l’ambiente fosse riformabile. L’ansia di dare un contributo mi ha spinto a fare promesse che non avevano rispondenza colla realtà. La mia reazione quando sono andato via dal Board, e gl’interventi che ho postato, sono stati quanto di più sterile e infantile si possa immaginare.

Non è stato facile rapportarsi a questo ambiente fatto di nuvole e raggi di luna. A me viene naturale pensare che anche gli altri vivano i propri interessi con estrema serietà, si sentano vincolati dalle proprie asserzioni e si pongano problemi di imparzialità cognitiva e di compiutezza dell’informazione prima di esprimere qualsiasi giudizio. Non sono un faccendiere furbastro e intrallazzone che ragiona in termini di appoggi, uno che un anno copre di ***** una persona e due anni dopo la rivuole presidente. Non sono un politico. Non frequento i bar e non so gestire il tipo di comunicazione che vi si svolge.

Mondi diversi devono rimanere separati. Non avrò più niente a che fare con FISTF, FISCT e qualsiasi forma di dirigenza cdt. Quelle poche volte che tirerò due colpi il cdt sarà un giochino mezzo scemo anche per me.